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I Pogrom contro i Rom a Napoli e il controllo sociale di massa.

15/05/2008 12:17 in Informazione

Nella teria Psicologia Sociale, uno stereotipo è una riduzione molto forte della fonte di conoscenza, a volte accorpato al pregiudizio. Lo stereotipo è usato per spiegare tre ordini di fattori: fenomeni tragici, nella giustificazione di azioni, nella differenziazione fra ingroup/outgroup (ossia fra appartenenti/non appartenenti alla nostra comunità).

Sono atteggiamenti negativi, assunti a priori secondo un modello top-down, e per questo difficilmente attaccabili e ancor più falsificabili. Che cosa gioca un ruolo fondamentale nella caratterizzazione degli stereotipi? Sicuramente le teorie implicite  e le categorizzazioni sociali che ognugno di noi possiede, processi che diminuiscono i processi di analisi dell'informazione e che portano ad un'accettazione passiva di ciò che ci viene proposto. Avrete già capito che in quest'ultimo passaggio giocano un ruolo fondamentale i mass-media e tutti i grandi processi comunicativi in generale (quindi anche il politico famosa che pontifica con dati inesistenti fatti altrettanto bizzarri). Facciamo un esempio di potenzia dei mass-media, leggendo il titolo di Repubblica.it di stamattina:

I Rom peggio degli extracomunitari
"Sono un pericolo. Via i campi"

Il modo in cui è stato presentato il titolo, favorisce l'identificazione con la voce virgolettata, e conseguentemente con i presupposti che l'accompagnano. Questo processo è ulteriormente favorito dalla percezione di legittimità della fonte e da altri processi tipici della nostra cultura (quali l'educazione all'obbedienza,  l'idea che controverire gli oridini significhi mettere in discussione il proprio ruolo) .

Tramite questo processo si formano delle credenze, secondo uno schema del tipo:

CREDENZE CIRCA CONSEGUENZE----------> Atteggiamento (poca o scarsa valutazione del comportamento)

CREDENZE CIRCA LE NORME SOCIALI ----------> Percezione delle aspettative della'autorità significativa (ciò che dicono i mass media)

Dall'unione di  queste due credenze nascono le INTENZIONI e i COMPORTAMENTI, ossia  voglio che i rom scano dall'italia, quindi do fuoco alle loro dimore.

Dopo questa noiosa lezione di Psicologia Sociale, vi consiglio di provare ad applicare quanto sopra scritto ai campi nomadi e/o ai Rom. Vedrete che lo stereotipo, costituto da decenni , si è fortemente legato al pregiudizio e alla xenofobia (non ritengo si tratti ancora di razzismo), di modo che qualsiasi notizia non venga analizzata nella sua interezza ma processata secondo uno scopo già prestabilito (si veda QUI). Questo serve, a livello conscio ma anche inconscio, alla salvaguardia del proprio benessere e del proprio gruppo di appartenenza, identificato a diversi livelli: famiglia, quartiere, città e via dicendo verso la Nazione.

In questo modo molti di noi ignorano, per esempio, che i Rom non sono Romeni. O meglio non solo. E' vero infatti che molti di essi hanno passaporto Romeno, ma è vero anche che il 70% dei Rom presenti nel nostro paese sono Italiani. E quindi, salvo dichiarare esplicitamente i propri interessi razzisti, non si possono e sopratutto non si devono cacciare da questo suolo. Ignoriamo l'antichissima storia di questo popolo, giunto dal Nord dell'India in Italia all'inizio del 1400. Così come ignoriamo il Porojmos, lo sterminio del popolo rom operato dai nazisti.  I Rom chiedono Lo status di minoranza etnico-linguistica. 

Sarebbe bene imparare a pensare prima di iniziare a distruggere.


cogitoergosum.   18 commenti

Grazie a Marco Travaglio per averci ricordato chi è Renato Schifani.

12/05/2008 19:34 in La repubblica delle Banane
 

Che il Partito Democratico, e il suo piano di presunto cambiamento siano tremendamente ipocriti, ce lo ha dimostrato in questi giorni una delle sue rose all'occhiello: Anna Finocchiaro.

Appena trombata in Sicilia da un battibilissimo Raffaele Lombardo, la Finocchiaro, che da vera cortigiana di partito si è trasformata da dalemiaca doc a veltroniana D.O.C.G, è stata promossa portavoce del gruppo parlamentare del PD, e  le è stato affidato un ruolo non ben definito nello sbellicante governo ombra. Non contenta di tanta fama, la bella (?) catanese, ha deciso di dire chiaro e tondo come la pensa il neo partito di opposizione circa la sua opposizione a Berlusconi e al Berlusconismo. Così le accuse rivolte da Marco Travaglio, a Renato Schifani sono inaccettabili. Ma non solo: la Finocchiaro tira fuori anche la necessità di contradditorio e (sic!) il fatto che il servizio 'pubblico' non possa fare un certo tipo di televisione. E finisce con la piena solidarietà a Renato Schifani.

Su questo avremo due appunti da fare, che magari la Finocchiaro non conosce. Famoso. insieme a Maccanico, per il cosiddetto 'Lodo Schifani', che prevedeva l'impossibilità a procedere nei confronti delle 5 più alte cariche dello stato. Legge votata nel 2003, ma in seguito abrogata dalla Consulta, che l'ha giudicata incostituzionale. Meno famose le amicizie sue - e dell'ex ministro La Loggia ( il cui padre fu ottimo amico di Nino Mandalà) - durante la gioventù. Amicizie su cui ha giustamente parlato Travaglio, che per questo è stato sottoposto a un attacco bipartisan. Travaglio dovrebbe averlo imparato: non si offende il presidente del Senato. Tanto più se ha un curriculum così. Al massimo si vota scheda bianca.

 

 

 


cogitoergosum.   10 commenti

A-Films: proiezione e dibattito sulla situazione libanese-palestinese. Aiutateci a diffondere l'evento.

06/05/2008 22:35 in Who is the terrorist?
Il logo che vedete qui sopra, e che da tempo figura nei sotri banner, è quello del collettivo Anarchico Autono 'A-Films'.
A farmi conoscere questa intelligente iniziativa è stato, oserei dire come sempre, un nostro caro amico e persona stimata: Guerrilla Radio.
Guerrilla Radio ha conosciuto i ragazzi di A-Films in Libano, durante uno dei suoi numerosi viaggi umanitari.Grazie a lui siamo riusciti a metterci in contatto con loro, e grazie a tutti quanti ad organizzare una prima proiezione dei loro cortometraggi, presso il pub-locale IDEAL di Magenta. Una futura proiezione, forse, avverrà all'università. Ne stiamo discutendo.
Oltre a Vik, Francesco ed A-Films i ringraziamenti vanno al gruppo Puntorosso di Magenta (a cui il sottoscritto appartiene da 3 settimane), e a tutte le altre persone che ci hanno aiutato a rendere possibile questo piccolo evento di disinformazione. Un grazie anche al collettivo 'Oltre il ponte', che ha aderito solerte al mio invito e che ci ha propopsto delle grandi iniziative.
Ora alcuni dettagli sulla serata:
Ora di inizio, 21.00 presso l'IDEAL di Magenta, viale Piemonte 10. Come arrivarci? In treno da Milano Centale (fermata MAGENTA  dopo rho), oppure da Milano Porta Garibaldi (fermata MAGENTA dopo Corbetta-Santo stefano ticino), treni a ogni .19 e .49. C'è anche un autobus da Molino Dorino, per Magenta, ma è altamente sconsigliato.
Si inizierà con una breve introduzione sulla Nakba tenuta da Igor, alla quale seguirà la proiezione del cortometraggio di 'A-Films' su Naher el- bared, ed altri corti.  Ci sarà poi un dibatitto, anche sulla Fiera del Libro di Torino, e mi auguro che Vik ci narri brevemente della sua esperienza in Palestina.
Un bel passaparola in rete è quello che ci servirebbe, quindi invito i nostri abituali lettori a copiare-incollare questo posto sui loro rispettivi blog, anche se molto lontani da qui.
Ringrazio chiunque ci aiuti, chiunque decida di sacrificare un po' del suo tempo a comprendere questo piccolo evento e quanto sta succedendo in quel terribile angolo del mondo, fatti purtroppo sempre più ignorati dai soliti media economici.
Per qualsiasi informazione: vocidalsottosuolo@hotmail.it

Il c/o Puntorosso Magenta organizza per venerdì 9 maggio all'IDEAL di viale piemonte (dietro la stazione di magenta FS) la proiezione dei cortomtraggi del del collettivo anarchico a-films sulla situazione del campo profughi palestinese di Naher Al-Bared (Nord del Libano), recentemente raso al suolo dall'esercito libanese.

Per info:
vocidalsottosuolo@hotmail.it
waikiki99999@hotmail.it
3425551901

Il collettivo anarchico "a-films" annuncia il suo ultimo cortometraggio (10 min.) dal campo profughi distrutto di Nahr al-Bared in Libano
intitolato "Tracce d'Esproprio Collettivo".

Il 31 marzo 2008, l'esercito libanese ha reso accessibili alcune dozzine di case in la strada di al-Majles, nel distrutto campo profughi palestinese di Nahr al-Bared.

Dalla data ufficiale della fine del conflitto all'inizio di settembre 2007
fino al 30 marzo 2008, tutta la strada al-Majles è stata sotto esclusivo
controllo dell'Esercito Libanese. La quantità di furti, incendi dolosi e
distruzioni intenzionali in la strada di al-Majles e nel campo di Nahr al-Bared in generale, indicano un sistematico e collettivo esproprio dei residenti del campo da parte dell'Esercito Libanese.
L'Esercito Libanese ha finora proibito decisamente qualunque ripresa video
o foto a Nahr al-Bared. L'esercito, i suoi servizi segreti e i collaborazionisti locali si sono assicurati che nessuno potesse infrangere questa legge non scritta.

I 10 minuti di documenti filmati parlano delle accuse nel dettaglio. Può essere vista e/o scaricata qui:
http://a-films.blogspot.com/1998/05/video-tracce-desproprio-collettivo.h...

Per favore guarda il sito del collettivo per ulteriori video su Nahr
al-Bared: http://a-films.blogspot.com

a-films


cogitoergosum.   7 commenti

Verona: Aggressione fascista

05/05/2008 21:47 in Informazione

Il giovane massacrato di botte da un gruppo di estremisti di destra non ce l'ha fatta
Dopo la confessione di Raffaele Dalle Donne fermati altri 2 giovani

Verona, morto il ragazzo pestato
Presi altri due aggressori

I genitori autorizzano l'espianto degli organi. Ricercati altri due membri del gruppo
Il testimone: "Stavano zitti e picchiavano. Sembravano delle bestie"


<B>Verona, morto il ragazzo pestato<br>Presi altri due aggressori</B>

Il luogo del pestaggio a Verona

VERONA - Non ce l'ha fatta Nicola Tommasoli. Il giovane ricoverato all'ospedale Borgo Trento di Verona dopo essere stato selvaggiamente picchiato la notte del primo maggio è morto. Alle 18 il collegio medico dell'ospedale ha concluso il periodo di osservazione iniziato dopo l'assenza di attività cerebrale. I genitori di Nicola hanno espresso il desiderio di donare organi e tessuti.

Caccia a due complici. Fermati nella notte altri due giovani coinvolti nella brutale aggressione. Avrebbero ammesso le loro responsabilità convincendo la magistratura a trasformare il fermo in arresto nel carcere veronese di Montorio. Si tratta di Guglielmo Corsi, 19 anni, metalmeccanico, e Andrea Vesentini, 20, promoter finanziario, catturati a Illasi, un paesino a una ventina di chilometri di distanza da Verona. Ieri si era costituito e aveva confessato Raffaele Dalle Donne, un estremista di destra già noto alle forze dell'ordine per episodi di violenza. Gli altri due componenti del gruppo non ancora arrestati sono ricercati ma già identificati. Conosciuti con i soprannomi di Pero e Tabuio, risultano fuggiti all'estero con l'auto della madre di uno di loro, ma non è escluso che presto si costituiscano alla Digos veronese.

LE FOTO DEGLI ARRESTATI E DEI LATITANTI

Il pm: "E' preterintenzionale" L'imputazione contro i 5 giovani responsabili della morte di Nicola Tommasoli resta finora genericamente omicidio. Sarà un esame di carattere medico legale a stabilire il capo di imputazione. Se omicidio preterintezionale - il gruppo violento ha aggredito senza la volontà di uccidere - o volontario nel caso in cui si dovessero riscontrare lesioni di natura talmente violenta tali da provocare volontariamente la morte dell'aggredito. Secondo il procuratore aggiunto di Verona Mario Giulio Schinaia, la nuova ipotesi dovrebbe essere quella di omicidio preterintenzionale in quanto al momento non ci sarebbero elementi che possano sostenere che l'evento morte era voluto.

Ultrà neofascisti. La cattura è stata resa possibile dopo che ieri Dalle Donne aveva confessato di essere uno degli autori dell'aggressione a Tommasoli, 29 anni, ucciso nel centro di Verona solo perché si era rifiutato di offrire una sigaretta. Dalle Donne, 19 anni, interrogato dal magistrato Francesco Rombaldoni, titolare dell'inchiesta, è un ultrà neofascista già responsabile di aggressioni a sfondo razzista e violenze negli stadi. "Vorrei essere il padre della vittima anziché il padre di mio figlio", avrebbe detto ieri tra le lacrime il padre di Raffaele Dalle Donne, al momento dell'arresto del figlio.

Ragazzi di buona famiglia. I tre arrestati sono tutti giovani di buona famiglia che frequentano lo stadio, la curva sud del Bentegodi, e che hanno sporadicamente partecipato a manifestazioni di estrema destra. Malgrado la marcata connotazione politica degli aggressori, secondo quanto detto dagli investigatori nel corso di una conferenza stampa, a scatenare il pestaggio non ci sono ragioni politiche. "Il pestaggio - ha detto il questore di Verona, Vincenzo Stingone - è avvenuto per motivi futili: una sigaretta negata".

La testimonianza: "Erano delle bestie". Al tg Studio Aperto, uno dei due amici che era con la giovane vittima ha raccontato il pestaggio. "C'erano i ragazzi, noi stavamo passeggiando, ci hanno chiesto una sigaretta, anche con un tono un po' strano. Noi abbiamo risposto di no e abbiamo continuato a camminare per la nostra strada senza fermarci. Quando ho fatto per girarmi - ha aggiunto - uno mi ha sferrato un pugno, da lì è cominciato tutto. Due minuti di panico, faccio fatica adesso perchè ho preso tante botte, mi tiravano per i capelli, sono caduto più volte e ho cercato di difendermi come potevo, per fortuna mi sono girato, altrimenti potevo esser lì al posto del mio amico. Cosa ci dicevano? No, non insulti - ha aggiunto - ci davano le botte ma non dicevano niente. Erano delle bestie, non c'è un motivo né niente". La vittima-testimone ribadisce l'aggressione alle spalle: "Se Nicola si fosse girato probabilmente non sarebbe lì - dice l'amico, riferendosi alla rianimazione - si sarebbe potuto difendere, avrebbe avuto solo qualche botta".

(5 maggio 2008)

Fonte: Repubblica.it

cogitoergosum.   3 commenti

Il caso: bufera su Santoro e i deliri di Sgarbi

05/05/2008 11:51 in Informazione

Bufera su Santoro: Basta insulti di Grillo in tv

ROMA - Giovedì, ad Annozero, Michele Santoro avrebbe fatto da megafono al peggio di Beppe Grillo rilanciando «insulti inconcepibili» a Giorgio Napolitano e Umberto Veronesi. La cosa - avverte Claudio Petruccioli - non sarà più tollerata. Ma Santoro si difende: le parole di Grillo non sono più quelle di un comico; sono ormai le tesi di un «soggetto politico», e vanno riferite senza censure. Petruccioli contro Santoro, dunque. Il presidente della Rai accusa il giornalista di «aver messo la Rai a disposizione di Grillo; il quale ha rivolto insulti privi di giustificazione al Quirinale e a una personalità universalmente stimata come Veronesi. Il danno, l' umiliazione e la vergogna che vengono alla Rai risultano incalcolabili. A nessuno, neppure a Santoro, è consentito appaltare la tv pubblica a terzi che ne fanno un uso arbitrario e indecente». Santoro replica alle accuse. A suo parere, Beppe Grillo è ormai un «soggetto politico» al pari di Berlusconi, Bossi o Mastella. Quindi gli organi di informazione hanno tutto il diritto di riferirne le idee: lo hanno fatto i telegiornali del 25 aprile (giorno della manifestazione di Grillo a Torino); quindi i quotidiani del 26, infine Annozero senza filtri preventivi. Santoro precisa, ancora: non ho mai fatto mie le accuse di Grillo, che anzi è stato criticato da Marco Travaglio (opinionista di Annozero) e Sgarbi (ospite del programma). Unico responsabile delle parole di Grillo è Grillo stesso, infine, proprio perché entità politica. Del caso, discuterà il consiglio di amministrazione Rai mercoledì. Un esame che cade in un momento particolare. Siamo alla vigilia della nascita del governo guidato da Berlusconi (storico nemico di Santoro). Questo consiglio Rai, insediato nell' era Prodi, vede ormai la sua scadenza (a fine maggio). Infine - terzo elemento - Santoro ha fatto capire alla Rai (2 mesi fa) che può lasciare l' azienda. Il discorso però si è arenato sulla trattativa economica. In questo complesso scenario il deputato Giorgio Merlo (del Partito Democratico) sta con Petruccioli: «Non commento la conduzione di Santoro, ormai nota. Certo la Rai non dovrebbe amplificare gli insulti del politico Grillo alle istituzioni». Più prudente è il senatore Vita, lui pure del Pd: «è molto grave - dice - l' attacco di Grillo al Quirinale. Tuttavia, attenzione a non brandire l' arma della censura. Strumento che, se legittimato, diventa poi incontrollabile». Giuseppe Giulietti (eletto alla Camera con Di Pietro) chiede «per quali ragioni la Rai può ospitare a reti unificate aggressioni contro i giudici o appelli per i fucili padani, e manifesta indignazione per Grillo? Dai dirigenti Rai, ci saremmo aspettati pari critiche per l' aggressione di Sgarbi alla memoria di Enzo Biagi». Ad Annozero, Sgarbi ha negato che Biagi sia mai stato cacciato dalla Rai, e ha anche dato del «pezzo di m... a Travaglio che difendeva lo storico giornalista. Travaglio ha replicato: «Sei da neurodeliri». Per Landolfi del Popolo della Libertà, Sgarbi è stato, in ogni caso, l' unico ad accorgersi del «vilipendio in atto contro Napolitano e della lapidazione di Veronesi». per saperne di più www.annozero.rai.it www.repubblica.it politica e televisione - ALDO FONTANAROSA

Fonte: Repubblica.it


Dopo la puntata del 1 maggio
Grillo, diritto di cronaca

Ho fatto come sempre il mio lavoro, con ottimi risultati per l’azienda e portando a termine una trasmissione difficile che ha dovuto sopportare durante il suo svolgimento insulti e provocazioni preordinate. Ritengo di aver esercitato il diritto di cronaca dando conto, come altri programmi, dei momenti più significativi della manifestazione promossa il 25 aprile a Torino da Beppe Grillo.
L’ho fatto nell’esclusivo interesse del pubblico, con un lavoro di edizione che ben risultava dalla messa in onda, ma del quale, se vorrà, il Presidente Petruccioli potrà essere informato ascoltando montatori e giornalisti che lavorano con passione nella nostra redazione e che sono abituati a usare la loro professionalità al servizio del pubblico e non per conto terzi.

Tutti i partecipanti ad Annozero, compreso Marco Travaglio, che aveva preso parte al V-Day, hanno avuto espressioni di critica e avanzato rilievi nei confronti di Grillo; c’è stato anche chi l’ha insultato con estrema violenza. Le affermazioni di Beppe Grillo sul Presidente Napolitano, già presenti nelle cronache di tutti i giornali italiani, sono state riportate senza la volontà di farle proprie. Non riportarle avrebbe rappresentato, a mio parere, una grave omissione e una censura. La stessa considerazione vale per i giudizi sul professor Veronesi e su qualunque altro personaggio pubblico. Poiché Grillo è di fatto un soggetto politico, va attribuita esclusivamente a lui la responsabilità di ogni sua dichiarazione, come confermano recenti sentenze della Corte di Cassazione e come normalmente avviene per Berlusconi, Bossi, Mastella e qualunque altro leader politico. Spetta dunque ai tribunali e non ai giornalisti valutare la portata calunniosa delle affermazioni fatte dai soggetti politici e non mi risulta che ci siano state iniziative in tal senso, perché altrimenti ne avrei dato volentieri conto.

Sono pronto a rispondere in qualsiasi sede della correttezza dei miei comportamenti e resto fiducioso in attesa delle iniziative che intenderà intraprendere il Presidente Petruccioli, ma non ritengo che esse potranno continuare a consentire ai leader dei partiti di dire quello che vogliono nella televisione pubblica, proibendo invece a un unico soggetto politico, Beppe Grillo, di esprimere il proprio pensiero. La Rai appartiene infatti al pubblico e non ai partiti e la libertà d’espressione è tutelata dalla Costituzione Repubblicana.

Michele Santoro

Fonte: ANNOZERO 

Alcune parti della puntata e i i deliri di Sgarbi:






cogitoergosum.   3 commenti

OMICIDI BIANCHI

01/05/2008 23:38 in Video
 

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